Rebecca Black, originali e parodie.

Friday:

Originale: http://www.youtube.com/watch?v=kfVsfOSbJY0 (potete credere che sias una parodia vista l’idiozia del testo, ma è l’originale!)

Brock’s Dub: http://www.youtube.com/watch?v=zzfQwXEqYaI (fantastico)

Death metal version: http://www.youtube.com/watch?v=pi00ykRg_5c (death!)

Glee version: http://www.youtube.com/watch?v=3KWhm8km6K8

My moment

Originale: http://www.youtube.com/watch?v=2OxWD85Ngz4

Brock’s dub: http://www.youtube.com/watch?v=5ejTwZvQaXY

No autotune: http://www.youtube.com/watch?v=RTNquPzvbWY

no autotune2: http://www.youtube.com/watch?v=JHbGE2F5ydo (momen..ttt!)

 

 

 

 

 

 

 

 

Catception

Molti di voi conosceranno Nyan Cat. Se non lo conoscete andate a fanculo, perchè tutto questo post si basa su Nyan Cat.
Orsùdunquebene, un florido giorno di Giugno (è possibile che a 20 anni mi vengano dei dubbi su come si scriva “Giugno” ?), probabilmente il 31, un simpaticissimo ragazzo russo (sebbene il profilo youtube non sia suo ma del gatto [chi ha visto come cani e gatti lo sa, i gatti russi sono piuttosto avanzati]), decide di far vedere Nyan Cat al suo gatto, probabilmente perchè vuole sapere cosa ne pensa il Sommo Felino. Come è ovvio e giusto che sia, non può tenere questa meravigliosa scena tutta per sè, ma deve condividerla col mondo intero, e quale modo migliore se non pubblicare un video su YouTube, già mezzo dell’altissima fama di Nyan Cat? (inoltre doveva fare il figo mostrando a tutti di possedere un iPad)

Così, il 5 Settembre 2011, tutto ha inizio: il nostro amico russo pubblica su YouTube il video:
Kitten watching Nyan Cat (Котенок смотрит Ня кота)

La comunità di YouTube, sempre pronta a dedicare il proprio tempo a video altamente educativi ed interessanti come questo, rende merito all’autore: il video riceve più di trecentomila visualizzazioni in poco più di un mese.

Il tutto è molto bello ed interessante, ma non è finita qui: un musicista, con molto tempo libero, (perforza un musicista!), appena vede il video in questione, ha un’idea geniale: deve assolutamente farlo vedere al suo gatto! Ed ovviamente riprende la scena, anche lui perchè vuole mostrare al mondo di possedere un iPad (2).

Così, il 7 Settembre 2011, appena due giorni dopo la pubblicazione del primo video, l’operazione Catception (per chi non ci fosse arrivato è un mix tra Cat e Inception) ha inizio col rilascio del video

Cat watches cat watching nyan cat

Il video ottiene subito duecentoquarantamila visualizzazioni,  e tra i top comments troviamo il lampo di genio:

Thumbs up if you showed this to your cat

Qualcuno lo fa veramente, e due giorni dopo un nuovo livello viene aggiunto grazie a  , che pubblica un video del suo gatto che guarda il gatto che guarda il gatto che guarda nyan cat (ed, indovinate un po? Anche lui usa il suo iPad!)
Cat watches cat watching cat watching nyan cat

(in realtà anche un altro utente lo fa, ed il suo video è anche di qualità migliore, ma nessuno ha continuato la sua catena sofrtunatamente. Anche lui mostrava il video al suo gatto tramite un iPad)

Ormai la cosa sta diventando big,non c’è più tempo di aspettare due giorni: così meno di 24 ore dopo   aggiunge un altro livello: Cat watches cat watching cat watching cat watching nyan cat

E indovinate un po’ attraverso quale strumento il gatto guarda il video? Come dite? Un iPad? Ah, maledetti tacchini induttivisti! L’induzione non funziona! Però sì, avete ragione, anche in questo caso c’è un iPad.

 

Poche ore dopo compare questo video: Cat watches cat watches cat watching cat watching cat watching nyan cat

Al momento sembra che nessuno abbia continuato la catena, od almeno io non riesco a trovare altri video nella rete che aggiungano altri livelli. Sarà perchè l’ultimo non ha usato un iPad?

 

Se c’è una cosa che ho imparato da tutto questo è la seguente: l’unico utilizzo dell’iPad è usarlo per mostrare al tuo gatto video di gatti che guardano gatti che guardano gatti che…

 

Timeline:

Data:

 

 

Ridere!

Bestia, il 2011 si appresta a terminare e mi sono accorto che ancora non c’è nessun articolo di quest’anno.

Come al solito, come per qualsiasi cosa, ogni tanto mi torna una voglia immensa di (ri)fare un qualcosa che avevo già avviato, tralasciato poco dopo, ripreso in mano, ritralasciato, e via così, finché morte non ci separi..

Ridere! Ridere, ridere ed ancora ridere. Non importa perché, non importa con chi, se da soli od in gruppo, non importa se hai cose più importanti da fare che perdere tempo a ridere. Ridere è importante. Ridere, finché ne si è in grado. Ridere, perché se c’è una cosa di cui sono sicuro non mi pentirò mai è del tempo che ho passato a ridere.

Ultimamente sto notando come siano le cose più stupide a farmi ridere davvero. Le battute o la comicità arguta, ricercata, quella che richiede un certo “impegno” e intelligenza affinché si possa apprezzarne il valore mi fa sorridere, e genera un leggero senso di superiorità per il fatto di averle capite, parlo di cose tipo queste:

Three logicians walk into a bar..

Presa da spikedmath.com

O quelle “settoriali”, che sebbene non richiedano una particolare intelligenza per essere comprese, necessitano comunque di varie conoscenze tipiche di alcuni gruppi e/o si basano su diversi pregiudizi e leggende metropolitane (anche se, come sempre, con un fondo di realtà!) che circolano nei vari ambienti. Ad esempio:

A mathematician, a physicist, a statistician, an engineer and an economist enter a mathematics contest, the first task of which is to prove that all odd number are prime.

The mathematician has an elegant argument: `1′s a prime, 3′s a prime, 5′s a prime, 7′s a prime. Therefore, by mathematical induction, all odd numbers are prime.

It’s the physicist’s turn: `1′s a prime, 3′s a prime, 5′s a prime, 7′s a prime, 9′s not a prime, 11′s a prime, 13′s a prime, so, to within experimental error, all odd numbers are prime.’

Statistician: Let’s try several randomly chosen numbers: 17 is a prime, 23 is a prime, 11 is a prime… Looks good to me.

Engineer: `1′s a prime, 3′s a prime, 5′s a prime, 7′s a prime, 9′s a prime, 11′s a prime….’

Economist: ’1′s a prime, 2′s a prime, 3′s a prime, 4′s a prime… so, all odd numbers are prime.

 

Ma quello che davvero mi fa ridere, per qualche strana ragione, sono in genere cose molto più stupide, nonsense, che arrivano dal nulla, che ti fanno pensare: “Ma che cazz..“, che possono far ridere allo stesso modo qualsiasi tipo di persona, dalla più sempliciotta ai più acculturati.

Giusto per darvi qualche esempio, cito questa scena della mia seconda serie TV preferita, Parks and Recreation:

Worm dance

Quando la vidi per la prima volta fui costretto a pulire lo schermo dalla mia saliva, che ci era arrivata a causa del mio scoppio d’ilarità improvviso, che mi colse di sorpresa.

La mia comedy preferita, la grande, inimitabile, impareggiabile e geniale serie TV Community è piena di scene tipo questa, sempre integrate magistralmente (ovvero a caso) con la storia e battute più intelligenti,  pertanto ho difficoltà a sceglierne una da mostrarvi. Semplicemente seguite la serie, non ve ne pentirete.

EDIT: in realtà mi sono reso conto che c’è una scena che mi sento di prendere ad esempio: Tratta dal primo episodio della seconda stagione (se ben ricordo), Anthropology 101, eccola qui:

Community, Anthropology 101: The most important tool

Notate la genialità della scena: il discorso intriso di morale, accompagnato da una perfetta musica di sottofondo, la professoressa che sembra essere una vecchia saggia, che accetta la risposta e sembra stia per dispensare una perla di quelle che solo coloro che hanno vissuto a lungo sanno dare. E tira fuori quel coso. La scena completamente ribaltata, dalla morale si torna al ridicolo. E in mezzo a tutto questo Chang si inserisce perfettamente col suo “Gaaaay!” Diventato, ovviamente, un gran successo su YouTube.

Oh, quanto amo gli autori di Community.

Mi sento di dedicare un intero paragrafo a YouTube ed alla sua comunità di utenti. Da un po’ di tempo a questa parte trovo YouTube il luogo più divertente della rete, con i suoi video assurdi con centinaia di milioni di visualizzazioni, i remix di qualsiasi cosa, le versioni extended dei meme più famosi, i meme stessi, ma soprattutto i commenti degli utenti, che per ottenere pollici verdi per entrare nei top comments (top comments bitches vengono chiamati) danno sfogo alla loro fantasia alla ricerca di un qualcosa da dire, nel poco spazio a disposizione, in grado di far ridere.

Solo su YouTube può diventare famoso un gatto-toast con una musichetta psichedelica*, solo su YouTube potete cercarlo e trovare la versione extended, della durata di 24 ore (che ovviamente sono la manciata di secondi originali ripetuti fino a far durare il video un giorno!) e solo su YouTube potete trovare tra i commenti più votati di quest’ultimo video roba del tipo: “I saw this 3 times in a row” o “What’s that at 15:41:22?“. Se non vi basta potete cercare i vari remix: metal, dubstep, house, hard rock. Potete cercare video di gente che sulla musica del gatto ci gioca a Guitar Hero, nessun problema.

Quando ho voglia di ridere mi basta vagare un po’ per YouTube, e sono sicuro che le mie aspettative non saranno deluse. Sento una certa affinità con la comunità del sito, tanto che quando vedo un video mi trovo a pensare “scommetto che tra i commenti più votati ce n’è uno che dice: …” e spesso ho ragione (questo è in parte dovuto anche alla mancanza di originalità). O, prova ancora più incisiva, è il fatto che quando faccio un commento mirato ad entrare nei top comments, quasi sempre ci riesco. Non per vantarmi, ma mi è capitato di fare commenti che hanno riscosso 200 pollici in su in due ore..

Ah, YouTube.. spendo un sacco di tempo trastullandomi con cagate come queste:

* Ovviamente sto parlando di Nyan cat!
Perchè parlo di questo? Così. Per meglio riflettere questo mio spazio, adesso l’ho chiamato Scarabocchi – L’angolino della rete per i miei appunti casuali. Orribile, lo so, ma non temete: non mi aspetto che riesca a considerarlo buono per più di due annetti.

Ed ora, un po’ di cose a caso, in ordine rigorosamente casuale:

  • Sono iscritto e frequento fisica all’Università Statale di Milano.
  • Sto con una stupenda ragazza, Elena, da ormai 8 mesi. La amo.
  • È uscito Inheritance. L’ho comprato, anche se adesso che ho il Kindle avrei potuto semplicemente scaricarlo, ma per la saga di Eragon spendo qualcosina volentieri. Prima di leggerlo ho deciso di rileggermi i tre precedenti. Ho iniziato 4 giorni fa con Eragon, adesso sono a due terzi di Brisingr.
  • Ma è corretto l’utilizzo della virgola come segno di punteggiatura per modificare il significato della frase:
    “Hai voglia di uscire?” (Hai il desiderio di uscire?)
    “Hai voglia, di uscire?” (Vorrei uscire, ti va?)
    Certo, la differenza di significato è debole, è solo una sfumatura, ma comunque c’è: nel primo caso chiedi all’altro se è suo desiderio uscire, se lui vuole uscire, e tu sei disposto ad accettare. Nel secondo caso sei tu che hai voglia di uscire, e chiedi all’altro se ne ha voglia. Non so nemmeno se l’Italiano contempla questa lievissima differenza di significato eppure boh, così, mi sembrava interessante. Idee?
  • Altro che al momento non mi viene in mente

 

Ridi!

Io voglio scrivere un messaggio.

Io voglio scrivere un messaggio. Il Mio cervello lo elabora, trasforma il concetto, il pensiero, in una serie di suoni. Non dei suoni qualunque, ma dei suoni che, dopo un processo evolutivo durato migliaia di anni ed ancora in corso, vengono riconosciuti in tutto il paese come rappresentanti del concetto. A questo punto il mio cervello evoca la rappresentazione simbolica di questi suoni, anch’essa derivante da un’evoluzione eterna e costante; manda dei segnali elettrici ai miei muscoli per muovere le dita delle mie mani, aggiustando la posizione facendo lavorare, in perfetta armonia, memoria (la disposizione della tastiera), vista, tatto e, a livello più alto, la concezione tridimensionale dello spazio.
Le mie dita, comandate così magistralmente dal mio cervello, provocano un aumento di pressione sui tasti che dunque si spostano, mettendo in contatto due lamine di materiale semiconduttore chiudendo così il circuito. Miliardi di elettroni si muovono, in risposta ad una forza lontana ed invisibile, eppure così vicina e vera. Sembra quasi un esercito in marcia, spinto da un ideale: una cosa che non esiste fisicamente, ma in grado di influenzare il nostro comportamento molto più di quanto possa farlo una qualsiasi cosa concreta. La marcia di questo esercito elettronico da luogo ad un segnale elettrico, che viene modificato e propagato più volte, fino ad essere riconosciuto, all’interno del computer, come la rappresentazione di un carattere. Questa rappresentazione, sempre opportunamente modificata, viene inviata la monitor che in base ad essa genera dei campi elettrici in grado di modificare la struttura spaziale dei cristalli liquidi. Essi infatti, se orientati correttamente, sono in grado di ruotare di 90° la polarizzazione della luce, permettendole di passare attraverso due filtri polarizzatori perpendicolari tra loro, impresa altrimenti impossibile.
Tutto questo per far si che io possa vedere quello che ho premuto, in modo che il mio cervello possa confrontarlo con quello che in memoria corrisponde a ciò che avevo intenzione di premere, per verificare se combaciano.
Perfetto, ho scritto una lettera. Ora scriviamo le altre. E mentre questa interminabile serie di operazioni, descritte molto sommariamente, si compie ripetutamente prende forma la rappresentazione simbolica del messaggio.
A questo punto lo si manda agli altri. Il click di un pulsante, “posta” o “condividi”, un’operazione che necessita di un decimo di secondo, in grado di causare reazioni che possono durare per l’eternità. In pochi millisecondi il segnale, portatore del mio messaggio, compie decine di migliaia di chilometri ed arriva ai computer del server di destinazione, un plotone di soldati instancabili che lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, smistando le milioni di richieste che arrivano quotidianamente. Il mio segnale passa attraverso decine di software, trasposizioni computerizzate di una minima parte dell’ingegno umano, che eseguono centinaia di operazioni a noi ignote, il tutto perché, alla fine, il mio segnale causi un’alterazione permanente dello stato magnetico di un hard disk. Qui entri in gioco tu che stai leggendo: probabilmente non lo sapevi né l’hai fatto coscientemente, ma quando il tuo browser ha inviato la richiesta per l’indirizzo che hai richiesto (richiesta che ha vagato per mezzo mondo prima di poter essere inoltrata alla “persona” giusta, come un Indiana Jones che gira per il mondo alla ricerca di qualche tesoro perduto chiedendo alle persone che incontra di indirizzarlo dalla parte giusta) hai richiesto esattamente quella porzione di hard disk, quella che era stata alterata dal mio segnale. Ora tu stai leggendo il messaggio, ma non stai semplicemente guardando una serie di simboli che scorrono, stai richiamando nella tua mente quelle categorie identificate dalla serie di simboli, la rappresentazione scritta dei miei pensieri sta evocando in te gli stessi pensieri, stai vivendo ciò che leggi. Ecco, ora il messaggio è davvero giunto a destinazione. Intensa storia, quella del messaggio. Una storia vera e propria, tant’è che ci si potrebbe scrivere un libro, un romanzo; ma per quante pagine possa avere questo romanzo, per quanto possa essere scritto in piccolo, non potrà mai essere un racconto completamente dettagliato della storia del messaggio, non potrà mai descrivere l’intero processo, sarà sempre un mero riassunto, un qualcosa di utile se devi sapere le cose più importanti per farci una verifica il giorno dopo, ma non sufficiente per comprendere l’essenza stessa di ciò che è avvenuto. Anche perché, se ci riuscissi, saresti Dio. E io non credo che tu sia Dio.
Come dicevo: ecco, ora il messaggio è giunto a destinazione. Ha compiuto il suo scopo; possiamo dire che, metaforicamente, è morto. Ma in realtà vive ancora, e vivrà a lungo, perché esso si tramuterà in pensiero nella tua mente e ne farà scaturire altri: per esempio potresti domandarti quanto tempo ho da perdere per scrivere questo messaggio, o perché mi e è venuto in mente di scriverlo.
Ed il pensiero si tramuterà in ricordo, e il ricordo rimane per tutta la vita di una persona, basta solo evocarlo. E, magari, quando tra qualche anno staremo parlando di qualche altra “perdita di tempo” ci tornerà alla mente questo messaggio, ed allora saprò che valeva la pena di perdere 10 minuti per scriverlo, perché quei 10 minuti sarebbero durati anni.
Come le opere di un poeta o un pittore o un comico sono in grado di suscitare emozioni anche dopo la loro morte, così un messaggio riesce a diffondere il suo “spirito” anche a posteriori, e dato che lo spirito di un messaggio non è che una piccola parte dello spirito di chi lo ha scritto, noi siamo in grado di sopravvivere alla nostra morte.
Se avete letto “C’era due volte il barone Lamberto” lo sapete: “L’uomo il cui nome è detto resta in vita”.

Olimpiadi d’Informatica, quest anno è oro!

Sono tornato Sabato dalla mia seconda partecipazione alla fase nazionali delle Olimpiadi d’Informatica, tenutesi a Sirmione dall’11 al 16 Ottobre. Questa volta ero ammesso automaticamente come Probabile Olimpico 2009/2010. L’allenamento fatto l’anno scorso è servito, mi sono classificato quinto (ultimo oro assegnato) con un punteggio di 340 / 400 (da quest anno quattro problemi anzichè tre!).

Prossimo obiettivo: Thailandia!

Olimpiadi Informatica, un altro passo avanti!

Adesso non ho voglia di scrivere per racconatare l’esperienza, dico solo che sono arrivato 14esimo, sono passati i primi 16 + 1 ripescato!

Qua la premiazione (inizia al 40esimo minuto circa, io sono circa al 60esimo).

[Boston] Giorno 7

Sabato 12 Settembre 2009

Oggi è Sabato, niente scuola. La giornata è stata piuttosto piena ma non è andata benissimo..

Prima di tutto perché oggi ha piovuto. Tutto il giorno. Proprio oggi che avremmo dovuto fare il whale watching (avvistamento balene) nella baia di Boston.

Poi ci eravamo organizzati per incontrarci alle 10.30 all’acquario.. alle 10.30 eravamo in 4 (più le due prof) su 20. Tutti gli altri sono arrivati ben dopo..

Vabbè, siamo riusciti comunque a visitare l’acquario. Siamo partiti con un piano interamente dedicato alle meduse, piuttosto impressionante. C’erano vasche con molti tipi di meduse, alcune molto affascinanti.

Meduse

Una delle tante specie di meduse osservabili all’acquario di Boston.

L’acquario è davvero ben fatto, con atmosfera, alcune cose “interattive”  e tutto molto ben organizzato. Ho fatto molti video, in futuro proverò a fare un montaggio e vedere cose ne esce fuori.

Finito il reparto delle meduse passiamo ai pinguini. Un’enorme vasca per i pinguini, che non sono affatto impauriti di mostrarsi. È incredibile come riescano nuotare veloci, a vederli così non lo diresti mai.

Pinguino figo

Questo pinguino è davvero figo!

Ci sono poi altre sezioni, con pesci, pesci giganti, una tartaruga marina davvero enorme (qui sotto presa di schiena) ed un sacco di altre cose interessanti.

Tartaruga immensa

Peccato non sia riuscita a fotografarla dal davanti (ma ho un video).

Visitiamo lo store dell’acquario, mangiamo in giro. Nel pomeriggio avremmo dovuto andare a fare whale watching in barca, ma data la pioggia gironzoliamo per Boston.

Verso le 5 ognuno torna a casa propria, cena e letto.

Foto del giorno:

Vasca all'aquario di Boston

Una vasca dell’acquario.

Note: Durante la cena è comparso uno dei due gatti di casa. la prima volta che lo vedo. È davvero aristocratico, se ne è stato seduto sulla sedia, composto, ad osservare ed aspettare dignitosamente qualcosa da mangiare. Mangiava anche con molta compostezza.

[Boston] Giorno 6

Venerdì 11 Settembre 2009.

Solite routines mattiniere, arrivo a scuola, lezione, pranzo.

Niente di particolare da raccontare oggi..

Il pomeriggio non c’è niente da visitare: andiamo quindi un po’ in giro per Boston a guardare negozi e cose simili, andiamo all’Hard Rock Cafe dove compro due magliette, una per me ed una per un mio amico che me l’ha chiesta.

Entrata dell'Hard Rock Cafe di Boston

Entrata dell’Hard Rock Cafe di Boston

Stasera cuciniamo io e Mauro: avemmo voluto fare la pasta alla carbonara, ma abbiamo dovuto affrontare alcuni problemi logistici (panna da cucina in America? Light o Heavy cream? Boh) quindi alla fine abbiamo ripiegato su della pasta all’amatriciana. Abbiamo fatto un kilo di pasta per 5 persone, se non che abbiamo poi scoperto eravamo solo in 4 perchè Kentaro era fuori a mangiare con amici quindi un kilo di pasta per 4! Che ci crediate o no l’abbiamo finita tutta (anche grazie a Jan che senza fare troppi complimenti se ne è mangiato 4 piatti).

Siamo stanchi, andiamo a letto.

Foto del giorno:

L'Italia è famosa in tutto il mondo

L’italia è famosa in tutto il mondo.

[Boston] Giorno 5

Giovedì 10 Settembre 2009

La mattina uguale alle precedenti: colazione, scuola, solite cose insomma. Pranzo al ristorante di fianco alla scuola, addirittura a scelta! (Pasta, chicken thumb, cheeseburger, zuppa o verdure varie).

Anche oggi, come Martedì, abbiamo il pomeriggio, quindi lezione di economia.

Finita la lezione ci avviamo, a piedi, verso il grattacielo (52 piani) su cui faremo lo “Skywalk”, ovvero un giro panoramico al cinquantesimo piano di suddetto grattacielo per osservare Boston dall’alto.

Prendiamo l’ascensore: dal piano terra al 50esimo in meno di 20 secondi. Facciamo il biglietto e comincia lo skywalk.. quest’immagine vi può dare un’idea della vista che si ha da lì:

Vista dallo skywalk

Vista dallo skywalk.

Finita la visita allo skywalk (c’erano un sacco di cose interessanti come ad esempio i suoni registrati di partite delle squadre di boston di Hockey, baseball, football e basket) facciamo un giretto per la città, entriamo in un Apple store e da Wendy’s a mangiare qualcosa.

Torniamo a casa (seconda) cena, chiediamo se possiamo uscire di casa a fare un giro nei dintorni di Boston. Rientriamo, letto.

Foto del giorno:

Nuvole basse a Boston

Nuvole basse a Boston

[Boston] Giorno 4

Mercoledì 9 settembre 2009.

Sveglia alle 7.20, colazione, pausa al bagno ed usciamo di casa, Insieme a Kentaro, per andare a scuola. A scuola a me ed altri tre ragazzi viene detto di andare in un’altra classe, al sesto piano (!) per fare un corso un po’ più avanzato. Così ci spostiamo di sopra ed entriamo nella nostra nuova classe: ci sono altre persone, tutte più grandi di noi: una turca, una dal venezuela, 5 giapponesi (4 femmine un maschio), una spagnola ed un spagnolo. Conosciamo anche la nostra nuova prof (quella della prima classe: abbiamo due lezioni, una dalle 9 alle 10.30 ed una dalle 11.00 alle 12.30) che è davvero brava e simpatica. Facciamo lezione, alle 10.30 abbiamo mezz’ora d’intervallo. Andiamo al Donkin Donuts, prendiamo una ciambella, cazzeggio. Inizia la seconda lezione, conosciamo l’altra prof, esercizi vari.

Ore 12.30, fine della scuola, torniamo nella nostra vecchia classe con tutti gli altri nostri compagni per mangiare, cosa che si rivela assai difficile dato l’orribile gusto dei panini che ci consegnano come pranzo.

Finito di mangiare usciamo da scuola e ci avviamo, a piedi, per fare una passeggiata fino all’acquario. Durante la passeggiata abbiamo modo di vedere qualche quartiere di Boston che non avevamo ancora visto.

Boston

Un quartiere di Boston

Una volta arrivati all’acquario io e Maro lasciamo il resto del gruppo per tornare a casa perchè dobbiamo andare ad una festa con la famiglia (una specie di festa di partito del candidato sindaco che la famiglia che ci ospita supporta: Bill Heck, conservativo).

Arriviamo a casa, doccia, ci prepariamo ed usciamo insieme a Susan, Jen e Kentaro.

Arriviamo al luogo della festa. c’è abbastanza da mangiare ma da bere solo caffè e the caldo :/. La cosa si fa noiosa, inizia la parte dei discorsi e propaganda varia, noi ci facciamo un giro al bar e cerchiamo di passare il tempo.

Finalmente la festa è finita, la gente torna a casa e noi facciamo lo stesso. Una volta a casa ci mettiamo il pigiama ed andiamo a letto.

Note: Oggi ho deciso di iniziare la collezione di foto delle targhedei vari stati. Ogni stato degli Stati Uniti ha un diverso tipo di targa, e io fotofgrafo tutti gli stati che trovo.

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